Ecco i vincitori del contest Io sono 118
Storie di dedizione e soccorso

ANPAS Dogliani
Saliamo in ambulanza pensando di aiutare gli altri. Strada facendo scopriamo di aiutare noi stessi.

Siamo molto lieti di ricevere il premio. Insieme al gruppo abbiamo deciso di donarlo alla moglie della persona al centro della nostra foto. Per mille motivi: il primo perché era un nostro amico (pochi giorni dopo la foto ci ha lasciati). Poi anche perché abbiamo esaudito uno dei suoi desideri, cioè vedere il mare e lasciarsi cullare dalle sue onde. Ed infine perché la moglie è diventata una nostra volontaria.
Sara Pesci | Misericordia di Magione (PG)
Nel 2017 sono entrata a far parte del bellissimo mondo del volontariato. L'ambulanza è diventata la mia seconda casa. Grazie a questo lavoro ho superato tantissime paure. Sono entrata in confraternita che ero piccola e fragile come un cristallo. Adesso mi sento una donna forte e sicura. Davo importanza a cose effimere, grazie al volontariato ho capito che la ricchezza più grande è la VITA. La persona nella foto è stata ed è ancora oggi il mio punto fisso. Colui che ha saputo domare tutte le mie paure, colui che mi ha teso la mano quando ero a terra, colui che mi ha insegnato l'importanza del volontariato. Era il mio autista, il 24 dicembre 2023 ci sposiamo! Che iddio ve ne renda merito, sempre!
Maria Grazia de Magistris | P.A. Croce di Collegno
Ho sempre desiderato poter essere di aiuto agli altri, ma per questioni lavorative ho sempre rimandato. Quando ho deciso di intraprendere questo percorso un evento luttuoso stava per fermare la mia corsa. Questo evento però mi diede la spinta per poter proseguire e acquisire conoscenze prima di allora sconosciute. Ho capito che posso fare la differenza e aiutare chi - come me in quel momento - subisce l’emergenza e non sa reagire. Il lavoro di soccorritore è affascinante, gratificante. Da quando indossi la divisa sai che puoi fare la differenza, l'adrenalina ti pervade ogni volta che arriva una chiamata, poi la corsa verso l'ignoto, le tue conoscenze al servizio del prossimo, la tua esperienza strumento di speranza. Credo che in fondo spiegare perché si è soccorritori non è così semplice perché soccorritori "non si fa' ma bensì SI È. Quindi con assoluta certezza e con fierezza posso dire "IO SONO"
Asia Amorfini | P.A. Misericordia & Olmo Sarzana
Entrare nella famiglia del soccorso mi ha insegnato che c'è sempre un modo per aiutare il prossimo.
Allo stesso tempo siamo noi stessi ad essere aiutati.
In più ho trovato una famiglia che mi accolto.
Francesco Greci | Croce Rossa Finale Emilia
Veronica Medori, Giada Centanni, Yasmine Zoubir, Chiara Bracalente
Volontarie della Croce Verde di Fermo
Alessia Zanoboni e Giulia Franceschi | Misericordia Empoli
Giovanni Racconigi | Croce Rossa
Seguire le orme di famiglia e scoprire di essere entrato a far parte di una grande famiglia
Misericordie Area Emergenze
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Cosa muove le persone e le motiva a salire in ambulanza?

#iosono118 è una campagna di Rescue Press sostenuta da Focaccia Group ideata per dare voce ai soccorritori e ai volontari che animano questo mondo. Abbiamo scelto di raccontare tante storie, attraverso i volti che abbiamo incotrato al REAS 2023.

A dicembre 2023 abbiamo selezionato 20 vincitori di questo contest. Rappresentano le storie e le immagini più belle del soccorso, i volti più sinceri e motivanti che dovrebbero spingere tutti a sostenere il mondo del soccorso e dell’emergenza, e a scegliere di farne parte.

Non era giusto fermarsi solo ad un “grazie” per la partecipazione di queste persone al concorso IOSONO118.

Rescue Press e Focaccia Group sono rimasti colpiti dall’energia e dall’entusiasmo che tutti hanno trasmesso per le attività di soccorso e di emergenza-urgenza.

Abbiamo percepito che il “fuoco” dei soccorritori è lo stesso che sentiamo ogni giorno, che ci spinge a dare il massimo. 

Crediamo che le immagini dei soccorritori siano davvero esplicative della forza e dell’energia che permea il mondo del soccorso.

Per noi è un vero piacere poter continuare a raccontare questo legame. Se vorrete, Rescue Press è sempre disponibile a pubblicare articoli e racconti più estesi delle vostre esperienze. Storie di soccorso come quelle che abbiamo letto e sentito fanno il bene della comunità e condividerle aiuterà i soccorritori ad avere una maggiore considerazione.

Silvia Marin
Sono diventata soccorritrice dopo una brutta esperienza, in ospedale, da paziente. Mi è stata negata la mano da parte di un’infermiera mentre mi toglievano un drenaggio toracico, dopo aver passato 3 giorni in rianimazione. Lì, in quel momento, ho capito che dovevo fare qualcosa per gli altri, che dovevo tenere la mano a chi ne aveva bisogno. Che il soccorritore è anche qualcosa di più di un importantissimo lavoro, e di una attività pratica. C'è bisogno anche di una parte umana per aiutare le persone ad affrontare il dolore.
Luigi Franco
Mi chiamo Franco Luigi e ho iniziato questa meravigliosa esperienza da soccorritore volontario nei primi anni 90 per cercare di aiutare tutti coloro che erano stati colpiti da problemi di salute sia dalla nascita che in seguito ad incidenti stradali. È stata ed è tutt oggi una missione personale che svolgo con passione e professionalità per cercare di essere sempre all'altezza di ogni emergenza. È sempre una grande soddisfazione quando un paziente continua a vivere grazie a quello che ho appreso dai vari corsi di perfezionamento.
Anna Milano
Ero una ragazza di 20anni quando decisi di partecipare al corso per diventare soccorritrice ma non avevo nessuna intenzione di salire in ambulanza...lo avevo fatto per conoscenza personale.. poi invece ho iniziato con i primi turni spinta da altri soccorritori soprattutto uno in particolare che poi è diventato mio marito! Ho capito che se una persona ha bisogno di aiuto io posso aiutarla insieme alla mia squadra! Tutte le volte penso che se non lo facciamo noi chi lo fa? E li mi sale la forza e io coraggio di affrontare codici rossi senza paura.. sono 15anni che faccio la soccorritrice e tutte le volte che usciamo in ambulanza è una sfida a far del bene..
Anna Gheorghe
Fare volontariato è una passione, desiderio e volontà di aiutare il prossimo, ogni volontario avrà ricevuto almeno una volta la domanda perché lo fai? Ma ti pagano ? Io rispondo così.. lo faccio perché mi fa stare bene, non vengo ripagata con il denaro ma con il sorriso e un grazie dalle persone che hai appena aiutato, a parere mio quasta è la più bella ricompensa che puoi ricevere.
Sara Da Romano
Mi hanno sempre affascinato le ambulanze ma ho sempre avuto paura al pensiero di poter diventare soccorritrice. A 15 anni, ho perso la mia mamma, davanti ai miei occhi. Ho subito un tale trauma che mi ha fatto scegliere di provare a diventare soccorritrice, in maniera che, nel limite del possibile, potessi aiutare gli altri. Così a 18 anni ho intrapreso il percorso, ci sono stati interventi che mi avevano quasi fatto prendere la decisione di smettere, invece sono ancora qua, a provare ad aiutare le persone. Negli anni ho capito che, questa passione viene interpretata come un dare, invece ogni intervento ti lascia qualcosa dentro, ed é soprattutto un ricevere: un sorriso, una stretta di mano, un sostegno che inizia e finisce, spesso in un viaggio, ma che ti arricchisce l'anima.
Michela Bisso
Da circa 12 anni faccio parte della misericordia. Un sogno realizzato. Quello di aiutare gli altri. Ricordo i primi servizi, l'ansia che sale quando suona il telefono, le sirene, la corsa per raggiungere l'obbiettivo nel meno tempo possibile, i sorrisi, gli abbracci, le lacrime.
Jessica Bernardoni
Il soccorritore è prima di tutto una persona e io cerco di guardare le persone che soccorro come tali: umani, prima che pazienti. Essere soccorritore non è una mostrina ma è un insieme di azioni ed emozioni che certi giorni non sai spiegare. Cerco nel mio piccolo di metterci tutto l'impegno possibile rimanendo con i piedi per terra visto che non è il mio lavoro. Ci sono momenti difficili in cui vorrei mollare - per esempio la perdita quest'anno della mia mamma - la paura di non riuscire ad affrontare e aiutare nel modo giusto persone malate come era lei. Ci sono turni che vorresti dimenticare ma che ti danno la forza per ripartire con più motivazione, turni che ti fanno piangere o arrabbiare perché avresti voluto fare di più. Turni in cui dire ora basta smetto, ma poi ti ripeti che dopo la tempesta torna sempre il sole e che un granello di sabbia può costruire un'isola... in fondo siamo #volontaripersempre
Stefano Porro
Ciò che accade quando suona un telefono è indescrivibile.
In pochi possono provare un’emozione simile, un misto di sentimenti forti, dalla paura al dubbio: “Ce la potrò fare?”.
Questa è una domanda che mi faccio spesso, però cerco di dare il mio meglio affinché esista un soccorso di qualità, tutelando, con la mia squadra, il paziente.
Davanti a situazioni di emergenza non sono solo io: siamo un’intera equipe in ambulanza che lavora per garantire il meglio al paziente.
Certe volte è innegabile: si piange, eccome se si piange. Essendo per la maggior parte delle volte il protagonisti di molteplici storie dure e vivendo momenti difficili, cerco di dare il mio meglio in qualità di Soccorritore, perchè quella che indosso non è una divisa, ma la definisco la mia seconda Pelle, quella che va a contatto con realtà fragili e dure, e per farlo ci vuole umiltà e amore.
ma soprattutto empatia.
Riccardo Racetti
Sono un autista soccorritore della regione Veneto. Da 3 anni svolgo questo lavoro, prima come volontario e poi come dipendente. I turni son massacranti delle volte, torno a casa stremato anche perché sto studiando per diventare un infermier. Però ogni intervento che faccio è un allenamento per stabilire calma. Questa mia tranquillità la devo molto ai vari corsi che ho fatto e all’esperienza che si può maturare. In questo modo impari ad essere consapevole di ciò che può accadere ad ognuno di noi. Alla fine siamo solo frammenti di tempo e dovremmo tutti noi imparare a vivere meglio.
Giovanni Guerra
Seguire le orme di famiglia e scoprire di essere entrato a far parte di una grande famiglia
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Campagna realizzata con il contributo di

Cosa muove le persone e le motiva a salire in ambulanza?

#iosono118 è una campagna di Rescue Press sostenuta da Focaccia Group ideata per dare voce ai soccorritori e ai volontari che animano questo mondo. Abbiamo scelto di raccontare tante storie, attraverso i volti che abbiamo incotrato al REAS 2023.

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Pubblica Assistenza La Spezia
Vanessa Scarnato, Francesco Giacomazzi, Dea Aljiai, Pietro Pignataro, Gaia Bonamini
Andrea Bucciarelli | P.A. Humanitas
Chiara Pardi | Associazione SVS Livorno
Misericordia di Iolo
Foto inviata da Greta Carelli
Alberto Agnilotti | Croce Rossa Stradella
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Perché raccontare?

C’è qualcosa di speciale nel condividere l’emozione della propria scelta.

Le persone si possono immedesimare e l’obiettivo di questa campagna è semplice: facciamo capire agli altri che si può fare soccorso per tanti motivi, e che farlo è una ricompensa emotiva incredibile! Non fermiamoci al semplice “grazie” che arriva da decenni, e finisce lì. Raccontiamo meglio il nostro mondo, coinvolgeremo nuovi futuri soccorritori che aiuteranno il sistema preospedaliero di emergenza a funzionare meglio!